L’impatto culturale di Google

Torno finalmente a scrivere dopo un lungo periodo di silenzio… ahimè davvero troppo per quelli che erano gli obiettivi; come si dice in questi casi, purtroppo altri impegni improrogabili mi hanno distolto dal piacere della blogosfera :-)

Oggi leggo sul mio aggregatore (vi consiglio di dargli un occhio) il post di Miriam e mi viene da pensare a quanto le persone (clienti, amici, conoscenti e noi stessi) ormai utilizzino Google davvero come un “dizionario”.

Quasi il motore fosse la “porta” (non il portale eh :-) ) d’accesso alla conoscenza codivisa. E mi viene subito da pensare ad un capitolo dell’ultimo libro di Baricco che sto leggendo.

Il libro si intitola “I Barbari: saggio sulla mutazione” e contiene ben tre capitoli su Google e su come possa essere considerato uno degli emblemi di quello che Baricco chiama appunto allo stesso tempo “mutazione” e “invasione”. L’idea è che sia la più pura espressione di un nuovo modo di intendere la conoscenza, per usare la metafora del libro, un accampamento di barbari nel cuore dell’Impero.

Mi pare bella l’idea che per una nuova specie di esseri (in questo caso umani), la conoscenza sia interessante solo in quanto punto di passaggio di una esperienza del Mondo costituita da una traiettoria, da un insieme di vissuti diversi per contenuto e soprattutto contesto; non più dunque un libro e basta, per esempio, ma un sincretismo di esperienze di cui il libro fa solo parte, e nel quale è interessante solo se il libro fa parte di quell’insieme.

E’ un po’ difficile sintetizzare in due parole un saggio di centinaia di pagine, ma penso sia importante inquadrare il fenomeno “search” in un contesto più ampio, per capirne l’impatto potenziale non solo sui siti web…

Nel mio piccolo, al Search Engine Strategies dell’anno scorso a Milano, nel mio PPT per il “Search Advertising Forum” avevo detto:
> Il search-mood è una modalità di accesso alle informazioni, più che un semplice
> canale (gmail = la casella e-mail organizzata, g desktop etc.).
> LE SFIDE:
> Adattarsi ai nuovi device
> Pay per call: moda o realtà?
> Creare siti “migliori”

A tal proposito vi segnalo anche questo interessantissimo post di Maurizio Goetz sulle “generazioni digitali“.

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Add comment January 18th, 2007

Google’s Internal Company Goals

Via Blog Outer Court si viene a conoscenza di un documento interno di Google in cui si parla degli obiettivi aziendali per il 2006.

Interessante vedere su carta alcuni dei processi che portano alla produzione delle iniziative e delle features dei nuovi prodotti.

Segnalazione anche su Motoricerca.

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Add comment October 27th, 2006

16 domande che forse avete dimenticato di farvi

Ecco una lista di 16 domande che forse avete dimenticato di porvi quando avete costruito il sito web per la vostra azienda, e che il management, il marketing aziendale si dovrebbero porre.

(libera versione dall’inglese - via Stuntdubl Business Search Marketing Consulting)

Perchè continuate a riadattare e riottimizzare, e lavorare al sito sembra una continua rincorsa? Probabilmente il vostro CEO (o gli altri decision maker) non si sono fatti le domande giuste. Avete bisogno di sapere come costruire e promuovere un sito dalla nascita al successo. Immaginate la vostra presenza sul web come la vorreste. Lavorate a ritroso e applicate questi principi attraverso i vari ostacoli (di tempo, budget, technology legacy, personale e di ego) che si incontrano durante le diverse fasi.

Esiste ovviamente una grande differenza tra un sito ideale costruito in una campana di vetro, con un budget illimitato e nessuna competizione, e un sito creato nel mondo “reale”.

Queste sono le domande che il vostro CEO potrebbe aver dimenticato di fare. Fate in modo che vengano fatte. Se comprendete il concetto di sito IDEALE e il valore di ciascun elemento che deve essere inserito, potrete capire come bilanciare le risorse economiche ed il tempo a disposizione per ottenere il ROI massimo sul progetto e abbattere i normali ostacoli che ogni azienda deve affrontare.

1. ABBIAMO UN DOMINIO CHE POSSA DIVENTARE UN BRAND?
Attraverso un dominio che può diventare un marchio, una volta raggiunta la massa critica iniziale, avrete ancora margine per fare un salto ulteriore. Fissate un punto nella mente del vostro utente potenziale, e la comunicazione tradizionale continuerà a lavorare per voi. Come si dice, è meno caro mantenere un utente che conquistarne uno nuovo. E’ facile perdere utenti con i .net, domini con trattini e refusi etc. poichè sarà per loro molto difficile ricordare il nome ed il corretto indirizzo del vostro sito.

2. CHI PUO’ ESSERE AFFIDABILE COME PROVIDER?
E’ inutile avere un buon progetto di marketing se poi non ci si rivolge ad un provider affidabile. Almeno programmate la possibilità di crescere in caso di necessità. Non sapete quante grandi idee di marketing sono state distrutte dall’aver voluto risparmiare qualcosa su elementi “non core” come un buon servizio di hosting.

(more…)

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Add comment October 23rd, 2006

Corporate Blogs, Business Blogs etc.

Un argomento decisamente caldo, anche alla luce dell’evento di Edelman e Technorati di settimana scorsa (di cui ben ha “discettato” Massimo), è quello di Blog ed Aziende.

Qualcuno dice anche Web2.0 e Aziende.

Parlando di corporate blogs, credo ci sia da fare qualche distinzione di tipologie:

  • corporate blogs
  • business blogs
  • ceo blogs
  • etc. blogs :-)

Ciascuna di queste tipologie presenta le proprie caratteristiche distintive, ed è adatto a certe aziende ed a certi obiettivi di marketing o di comunicazione. Ognuna di esse presenta anche dei “contro” corrispondenti, come ad esempio il rischio che il corporate blog diventi un “customer service point”.

Perchè un corporate blog sia “ben fatto”, a mio modo di vedere, ci sono alcuni punti chiave da osservare:

  • tono e stile adatto al brand
  • oculata gestione dei commenti
  • periodicità costante dei post
  • evitare flame e simili
  • iniziare a dare qualche briciola preferenziale al canale.

L’ultimo punto significa che se deve diventare un canale preferenziale, occorre iniziare a dare peso allo strumento veicolandoci alcuni contenuti in modo esclusivo.

Di corporate blogs e simili parla, sempre con grande puntualità e chiarezza Mauro, qui, qui e qui.

Interessante è anche l’interazione dell’attività di corporate blogging con l’insieme delle iniziative di visibilità on-line ed in particolare sui motori di ricerca; Salvatore e Paola hanno ad esempio evidenziato su SEOTalk come il Blog aziendale possa essere anche un eccellente strumento per generare link popularity, in virtù dell’interconnessione naturale della blogosfera.

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Add comment October 17th, 2006

Nuova Interfaccia di AdWords

Beh proprio nuovissima in realtà non è…

Purtroppo come capita sempre sul web, non appena il libro è stato mandato alle stampe, Google ha deciso di introdurre alcune modifiche importanti alla interfaccia di AdWords.

La cosa più interessante, dopo alcuni mesi di esperienza, direi che è la navigazione all’interno dei singoli AdGroups tramite “tab”; in sostanza è possibile cambiare visuale su “keywords”, “annunci” e “overview” (con split content vs search) con un semplice click su tab, una modalità più ricca e molto più 2.0.

Vedi un esempio della nuova interfaccia.

Per la maggior parte delle campagne, questo consente per esempio, rispetto alle versioni precedenti, di confrontare “al volo” il tasso di conversione, i costi per lead risultanti dalle diverse creatività, così da poter operare questo tipo di analisi in modo più veloce e meno “formale” direttamente da pannello e senza bisogno di stampare report.

C’è da dire che i dati sono presenti ad esempio, ma a mio modo di vedere in maniera meno usabile, anche su AdWords Editor, sempre in beta ma rilasciato al pubblico e non solo a pochi inserzionisti selezionati.

AdWords Editor

Review su AdWords Editor sono state fatte su:

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3 comments October 6th, 2006

Offerta Speciale su Tecniche Nuove

E’ stata lanciata la promozione della Guida “Come si promuove con Google” sul sito di Tecniche Nuove.

Registrandosi al sito è possibile acquistare il libro on-line approfittando dell’offerta lancio, con uno sconto del 15%.

E’ anche possibile segnalare la pagina della scheda del libro, in modo che altri possano approfittare della promozione.

Mi fa piacere segnalarlo a tutti :-)

Sul sito dell’editore è possibile anche scaricare liberamente l’indice del libro in PDF così da potersi fare un’idea più approfondita dei contenuti.

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Add comment September 22nd, 2006

L’offerta SEO e SEM in Italia

Riprendo a postare dopo la pausa estiva, il rientro dalle vacanze e soprattutto qualche giorno per assorbire l’acquisizione di un paio di clienti nuovi e l’inserimento di un paio di persone in organico in Biquadra.

Un’interessante post sul forum di GiorgioTave stimola qualche riflessione sull’offerta di servizi legati al search marketing in Italia. Credo che sia più opportuno non legare l’analisi del mercato al solo SEO, la maggioranza delle aziende italiane infatti ha una percezione dei servizi legati ai motori di ricerca meno “matura” e forse più legata alle esigenze base sottostanti che non alle soluzioni tecniche o di marketing per produrre visibilità.

Probabilmente è uno dei motivi per cui nel nostro paese si assiste ad una polarizzazione tanto estrema fra “fan del PPC” e “fan del SEO”; proprio ieri parlando con un prospect, il responsabile marketing mi diceva “non pensiamo che la strategia da perseguire sia quella di comprare il traffico per il nostro sito, gli utenti realmente interessati sono quelli che ci troveranno fra i risultati naturali”.

Indubbiamente un punto di vista che ho già sentito da altri, qualche volta con ragione: la mia risposta sul piano meramente di business è che occorre valutare anche il proprio budget e i tempi nei quali si desidera ottenere visibilità. Se ad esempio si desiderano risultati in tempi molto brevi ed in settori molto competitivi, dipendere dal solo posizionamento può rivelarsi rischioso.

L’osservazione di questo cliente mi ha spinto ad una ulteriore riflessione sul keyword advertising; ormai è estremamente difficile trovare “parole chiave libere” non presidiate da almeno 4-5 concorrenti italiani o internazionali. Questo pone ovviamente una sfida più difficile di un tempo alle aziende ed alle agenzie. Nella nostra esperienza l’impatto che possono avere i pur brevi testi degli annunci di AdWords, Yahoo Search Marketing e Miva sulle conversioni è enorme, e si trovano troppi annunci simili se non uguali, tutti compilati con la funzione di “keyword intercepting” di AdWords per popolare il campo “titolo”.

Invece, con un buon matching fra annuncio, prodotto/servizio e landing page si possono ottenere grandi risultati sfruttando al meglio il proprio bacino di keywords; l’incentivo di AdWords a generare alto CTR (click-through-rate) non deve fuorviare.

Con il crescere dei numeri di ricerche, e l’allungamento della “coda” di keywords, diventerà a mio modo di vedere ancora più importante la capacità di segmentare il traffico da intercettare (pensiamo solo alle implicazioni della personalized search) e di “gestirlo” con buone landing pages. Tutto questo di pari passo con lo sviluppo di siti sempre più interattivi e capaci di adattarsi alle esigenze ed alla navigazione degli utenti (la diffusione di ajax etc. potrebbe rendere più veloce questo percorso).

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Add comment September 8th, 2006

Libri sul web marketing? Sì grazie, ben volentieri!

Nel corso del tempo, nel proprio campo si tende a diventare naturalmente selettivi con le letture, da parte mia però ci sono alcuni testi che consiglio sempre ai miei collaboratori, per arricchire la loro visione del web marketing al di là degli aspetti operativi che affrontano giornalmente.

Allo stesso modo cerco di dedicare quanto più tempo possibile alla lettura, in fondo uno degli aspetti migliori di questo lavoro è proprio che non si finisce mai di imparare e che il “tasso di novità” nel nostro settore è sempre altissimo!

Ne condivido alcuni a seguire, sperando di fare “cosa gradita” :-)

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Lavapiubianco.biz — Lorenzo Montagna

Sito del libro: http://www.lavapiubianco.com/
Editore: Tecniche Nuove

Uno dei testi più interessanti tutt’ora in giro, scritto molto bene (come sempre) da Lorenzo, che molti di coloro che lavorano nel settore conoscono e stimano ormai da diversi anni. Credo il pregio maggiore sia che riesce ad inquadrare l’evoluzione dell’approccio alla comunicazione on-line da parte dell’imprese nel contesto dell’evoluzione dei consumi, dei media e quindi del marketing in senso più ampio. Molto interessante anche la seconda parte incentrata sulle case history, curata in collaborazione con alcuni noti brand italiani.

Acquista il libro su BOL

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dot-coma : DA BOOK
Link: http://www.dotcoma.it/2002/11/30/dotcoma_da_book.html

Ok non è “veramente” un libro :-)
Però intanto fa molto ridere, che non è poco, e lo fa riportando alcune delle più incredibili storie del “disastro annunciato” delle Dotcom italiane, unendo il tutto con alcune spiritose notazioni.

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2 comments July 17th, 2006

Blogga la tua vacanza con TUI!

Non vedevamo l’ora che partisse ufficialmente per poterlo annunciare!

Con TUI abbiamo lanciato un concorso riservato ai bloggers, con in premio una vacanza per il primo estratto ed una per il segnalatore, dunque affrettatevi a partecipare ed a segnalare amici e parenti dotati di Blog, potrete vincere in due!

Che mi risulti è il primo concorso non “di scrittura” dedicato e riservato ai blogger, e vincere è davvero semplice: è sufficiente pubblicare un post con un racconto di una vacanza sul proprio blog e iscriversi direttamente su web.

TUI è una multinazionale operante nell’ambito del turismo organizzato, il n°1 al Mondo per giro d’affari, proprietaria di numerosi brand noti come HLX, Thomson etc. Qualche informazione in più sull’azienda la potete trovare qui:

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Add comment July 7th, 2006

Novità sul pay per performance

Grande fermento ed innovazione nel mondo del pay per click e del pay per performance!

Oggi leggo che compaiono i primi esperimenti di “call now” sul motore di Microsoft “Live”. In sostanza nella versione local compaiono degli annunci che con un click consentono di avviare una chiamata diretta all’inserzionista, anche se in questo caso nemmeno la fonte originaria della scoperta (Greg Sterling su Searchenginewatch.com) ha ricostruito se la funzione è offerta direttamente da Microsoft, dall’inserzionista oppure sia usata la tecnologia di qualche provider come ad esempio eStara o Ingenio.

Un’importante precisazione, che giustamente evidenzia anche Sterling: si tratta di un’inserzione “tradizionale” e non “pay per call”, e questo aiuta a fare distinzione fra lo strumento di marketing e il modello economico sottostante. In un periodo in cui PPC è sinonimo di keyword advertising, quando non di web marketing, mi sembra importante.

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