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Regole per il successo nel search marketing - N.3

3. Assicurarsi che il sito sia “Search Engine Friendly”

Assicurarsi che il sito sia “Search Engine Friendly”, ovvero non ostacoli il lavoro degli spider dei motori di ricerca nello scandagliare il web, con elementi quali URL troppo complesse o lunghe, cookies obbligatori o ID di sessione, uso eccessivo di flash, menù dinamici in javascript è fondamentale per quanto meno garantirsi una presenza nell’indice e una corretta digestione del proprio sito.

Spesso alcune scelte che possono creare grossi problemi sono implementate solo per comodità, oppure per abitudine, con scelte di programmazione “pigre”, oppure perché i vincoli e i requisiti dei sistemi in ottica web marketing non sono stati esplicitati per tempo o con sufficiente chiarezza, oppure con vigore sufficiente a far capire l’importanza del tema ad un dipartimento IT che magari non ha nessuna visione delle strategie di marketing dell’impresa.

Ad ex. il 99% degli ID di sessione obbligatori che ho visto negli anni implementati sono in realtà “inutili” rispetto alla realtà dell’architettura portata in produzione.

Indispensabile è anche porre particolare cura alle scelte di base e non farsi tentare da soluzioni “gradevoli” esteticamente ma poco valide dal punto di vista del posizionamento, in modo da iniziare con il piede giusto.

Il problema dell’ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca, e per Google, nasce dalla potenziale dicotomia fra l’efficacia di un sito per la comunicazione e per i motori di ricerca. I motori possono penalizzare infatti, a livelli diversi, e per diverse motivazioni, alcune soluzioni tecniche (alcune piuttosto comuni) che è possibile adottare nello sviluppo di siti web, siano essi statici oppure dinamici, ad esempio:

* sistemi di content management,
* animazioni flash,
* elementi dinamici inseriti medianti script,
* menù javascript etc.

Alcune difficoltà comuni che gli spider incontrano, possono dipendere da alcune scelte fondamentali che vengono prese all’inizio dello sviluppo di un sito.

1. Gli elementi di navigazione e i contenuti testuali inseriti all’interno di oggetti flash sono tradizionalmente invisibili per gli spider, benché proprio ultimamente Google abbia iniziato a indicizzare il contenuto testuale inserito nelle animazioni flash, ad esempio nelle “intro”.

2. Se gli spider incontrano siti “dinamici” ovvero costruiti a partire da un contenuto inserito in DB (database) ed erogato da un front-end mediante query, questo può creare problemi in determinate condizioni (vedi per approfondimento e referenza http://www.google.it/intl/it/webmasters/guidelines.html);

3. Il posizionamento non è dato dalla sola presenza delle parole chiave nel testo, ma soprattutto dalla loro presenza nella struttura di link che porta al sito ed a ciascuna pagina, quindi certi tipi di menù rendono il sito sostanzialmente incomprensibile all’atto della sua indicizzazione.

Il processo di SEO (search engine optimization) è un lavoro di medio-lungo termine, che da risultato nell’arco di alcuni mesi, quelli necessari per implementare modifiche strutturali e di contenuto, e per lasciar tempo ai motori di indicizzarle e di incorporarle nel proprio indice.

L’obiettivo primario è garantire che lo spider di Google possa raggiungere agevolmente tutte le pagine del sito in maniera naturale, in modo da minimizzare la necessità di inserire elementi di navigazione o frammenti di codice ad-hoc, che in certi casi può essere una soluzione contraria alle policy anti-SPAM.

Per questo è necessario che:

  • ciascuna pagina del sito sia reperibile ad un indirizzo URL univoco
  • ciascun documento sia reperibile attraverso link “statici” e permanenti nel tempo
  • che la navigazione che porta alle pagine sia tale da supportare al meglio l’attività
  • che si crei un contesto consistente, ovvero corrispondente al contenuto.

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Add comment June 21st, 2007

SES Milano 2007 - 3

Come già accennato settimana scorsa in questo post con Biquadra saremo presenti al SES di quest’anno con uno stand.

Come la maggior parte dei lettori sapranno il SES (ovvero Search Engine Strategies) è il più famoso evento/convegno al mondo dedicato al mondo del search marketing; nato come un roadshow da un progetto di Danny Sullivan è diventato il principale punto d’incontro della search industry.

Costituisce un fondamentale momento di aggiornamento professionale, di confronto con clienti, concorrenti, partner e fornitori, e per la mia esperienza di frequentatore delle edizioni internazionali, qualche idea valida, o best practice, capita sempre.

Siamo felici pertanto di poter incontrare i nostri clienti, partner e fornitori all’evento, così come di condividere il coupon per avere uno sconto sul ticket per partecipare alla sessioni.

Mi troverete anche relatore a due sessioni:

  • Realizzare creatività efficaci
  • Acquistare la pubblicità sui motori di ricerca

Maggiori dettagli sulle sessioni li trovate in questo post precedente.

Invito tutti ad approfittare del blog per:

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Add comment April 30th, 2007

SES Milano 2007 - 2

Quest’anno Biquadra, l’azienda di cui sono amministratore delegato, sarà espositore al Search Engine Strategies di Milano, con un proprio stand, presso il quale i visitatori potranno ritirare i white paper e le ricerche messe a disposizione da Biquadra ai propri clienti e prospect.

Personalmente interverrò poi a due sessioni nella prima giornata, Martedì 29 Maggio:

Sessioni avanzate

Realizzare creatività efficaci
Ricevere click dai risultati sponsorizzati può essere una sfida. Bisogna spingere l’utente al click through facendo in modo che la creatività sia adeguata agli standard degli motori di ricerca prestando attenzione a cosa si scrive ed anche alla punteggiatura. Occorre inoltre puntare al GIUSTO tipo di click: se si scelgono le parole sbagliate arriverà sul sito l’audience sbagliata, spendendo i soldi senza speranza di conversioni. Questa sessione illustra le modalità per ricevere le visite più efficaci.

Moderatore:
* Luca Conti, Motoricerca.net

Speakers:
* Marco Fontebasso, Biquadra
* Raffaele Galano, SEM Director, Ad Maiora

Sessione fondamentali

Acquistare la pubblicità sui motori di ricerca
Il posizionamento a pagamento è una forma di pubblicità sui motori di ricerca che fornisce visibilità in testa ai risultati in cambio di un pagamento. Tutti i principali motori di ricerca offrono un servizio di posizionamento a pagamento. Questa sessione, pensata per i meno esperti, illustra le opportunità disponibili per gli inserzionisti e alcuni suggerimenti su come operare al meglio.

Moderatore:
* Luca Conti, Motoricerca.net

Speakers:
* Marco Fontebasso, Biquadra
* Silvio Camilli, Media Planner Supervisor, Advance
* Pierpaolo Zollo, Search and Commerce Head of Sales, Yahoo!

Nel frattempo vi ricordo che se volete segnalarmi qualche argomento o comunque qualche spunto da portare in sala in una delle due sessioni, potete farlo compilando il form qui.

Vi segnalo anche che ho pubblicato su SlideShare le presentazioni dell’anno scorso:

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Add comment April 20th, 2007

Matt Cutts e la terminologia di Google

Ancora dalla serie Matt Cutts risponde, un nuovo contributo.

Un po’ di informazioni sull’update dell’indice, la fine delle Google Dance, i data refresh del PR, dei link-back e dell’algoritmo.

Google questions: What’s the difference between

  • an index update
  • an algorithm update
  • a data refresh?

1 comment February 28th, 2007

SEO white hat o SEO buonista?

Mi sono appassionato al tema di un post di Nicola Riva, e soprattutto ai commenti che ha ricevuto, anche ad un anonimo che è comparso e che Nicola ha, probabilmente giustamente, cancellato (per pura fortuna l’ho beccato on-line, stavo vedendo se qualcuno aveva commentato dopo di me).

Nicola lamenta giustamente di essersi trovato a lavorare su un sito dopo un lavoro di “bassa lega”; temo che a chi gira nel settore da un po’ di anni sarà capitato lo stesso, magari anche con siti bannati, con il necessario rito della supplica di re-inclusion request alla grande G.

Nel commento “anonimo” si evidenziava come anche rinomate società come Madri insegnino nei loro corsi tecniche non proprio White Hat:

> Doorways e Welcome Pages: cosa sono, come funzionano e a cosa servono.
> Come, quando e perche’ utilizzarle per migliorare il posizionamento del
> proprio sito: esempi e dimostrazioni pratiche.

> * La “lista della spesa” per chi fa Black-Hat: gli strumenti, le tecniche
> e le soluzioni piu’ “estreme” per chi vuole “entrare nel lato oscuro” del
> posizionamento.
> * Contenuti Black Hat e Filtri Anti-duplicazione: strategie e tecnologie
> “estreme” per creare tonnellate di pagine web appetibili per i motori di
> ricerca e “semi-credibili” per l’occhio umano.
> * Cloaking Estremo: le nuove frontiere del cloacking dinamico per creare
> centinaia di siti e pagine ottimizzate in poco tempo (rischi e opportunita’)

Dal mio punto di vista niente di male per carità, anzi…
Però ogni tanto vedo in giro tanto buonismo in chi fa web marketing, da farmi pensare con il sorriso alle parole di Greg Boser, in particolare alla sua definizione di SPAM, più volte ripetuta a conferenze etc.

Search Engine SPAM is a Site Positioned Above Mine

Un punto di vista che mi sembra molto ragionevole sul Search Engine Spam è che una attività sia tale solamente quando è fuorviante per gli utenti, ovvero porti a doorway o landing page che in realtà:

  • non sono rilevanti per l’utente
  • coprono keywords non davvero collegate al sito promosso.

Alla volta sembra quasi ci sia una paura da parte di certe persone, di inquinare Google, come ad esempio in questo interessante post di Marco, non capisco se dettato da un vero scrupolo personale (come credo sia il suo caso) oppure se da una calcolata strategia o da una questione di opportunità.

Mi ricordo che soprattutto qualche anno fa, quando si andava ad eventi come Webbit ci si trovava a frequentare i propri seminari e quelli di amici, conoscenti e concorrenti, per vedere un po’ cosa succedeva in giro, e che un po’ tutti si aveva l’atteggiamento del “io lo dico che poi qui ci metti un JS però poi non è che lo raccontate ai motori eh…”, oppure anche la paura da parte di qualcuno di condividere chissà quale segreto incredibile :-)

Non vorrei che l’idea di fondo di un SEO white-hat, cioè che se lavori con un buon sito, curato, che dia contenuti ai propri utenti, alla fine verrai premiato dai motori, rischi di diventare un atteggiamento buonista, della serie “no dai non inquiniamo Google, che è di tutti”. Più che altro perchè poi non è di tutti e sono Larry e Sergey che nel 2006 hanno fatto 10 miliardi di dollari…

Di mio penso che:

  • da un lato si può essere cinici e che con 10 miliardi di dollari se non lo possono risolvere loro il problema perchè lo devo fare io gratis
  • dall’altro effettivamente finchè io sono rilevante per quelle ricerche (ad ex. perchè quel prodotto lo vendo) fa parte della natura del commercio fare tutto il possibile per battere il mio concorrente, nel limite del lecito però non di quello che decide una terza parte, parzialmente coinvolta perchè riceve soldi sia da me che dal concorrente.

In media infatti i contendenti sul traffico naturale lo sono anche per il PPC. Se poi questo modo di pensare sia black-hat o grey-hat, io non saprei, voi che dite?

Tutto sommato, poi, grey-hat non è una definizione già di per sè “cerchiobottista”?

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2 comments February 27th, 2007

Gli aggiornamenti dell’indice di Google

Proseguo nello “sfruttare” gli interventi di Matt Cutts per approfondire alcuni punti interessanti. Matt è stato tra l’altro settimana scorsa KeyNoter del secondo giorno del SES di Londra. Personalmente trovo che il suo modo di rapportarsi con il settore sia molto positivo, e che la sua autorevolezza sia importante nel gestire anche le domande alle quali in realtà non può rispondere al 100%.

In questo video parla della terminologia relativa al PageRank ed al suo aggiornamento, al refreshing dell’indice (ed al fenomeno di Google Dance, ormai “passato di moda…).

Matt Cutts answers Google questions.
What’s the difference between:

  • an index update,
  • an algorithm update,
  • a data refresh?

Anche a Londra gli è stato chiesto del fenomeno “Google Dance”, dandogli così l’opportunità di parlare ancora una volta della nuova routine di aggiornamento costante.

Add comment February 23rd, 2007

URL statiche e dinamiche

Nella serie Video di Matt Cutts di Google, un intervento autorevole sulla scelta di URL statiche o dinamiche.

Static vs. Dynamic urls:

  • Does PageRank flow the same to both?
  • What pitfalls should I avoid with dynamic urls?
  • Can Sitemaps alert webmasters when their site has been hacked?
  • Can I do geo-targeting within Google’s Quality Guidelines?

Ad ex. sul numero di parametri nelle URL, sul tipo di codifica da usare etc.

Add comment February 2nd, 2007

Miti del SEO… e Google che dice?

Vi segnalo un interessantissimo video di Matt Cutts (uno dei più “visibili” ingegneri di Google).

Risponde a domande su Google e sul processo di indicizzazione, come per esempio:

  • Siti residenti sullo stesso server/IP
  • Inclusione di JavaScript esterni
  • Siti con molte pagine
  • Update di Google Images Search

Add comment January 30th, 2007


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